
Una grande tela con l’immagine del busto reliquiario di Sant’Agata illumina da oggi il corridoio principale dell’Azienda Ospedaliera Rodolico-San Marco. L’opera, firmata dal fotografo Giuseppe Lo Presti, è il segno tangibile di un progetto corale che ha unito l’Associazione Pagine di Sant'Agata e la Fondazione Antonio Presti, in continuità con il percorso simbolico che nei mesi scorsi ha visto anche la presenza delle Candelore a Librino.
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Non è solo un’installazione artistica. È un gesto che intreccia devozione, identità e prossimità , scegliendo come luogo l’ospedale, spazio di fragilità ma anche di speranza. La collocazione dell’opera nel cuore del nosocomio ne amplifica il valore: Sant’Agata, patrona di Catania, diventa presenza silenziosa accanto a chi attraversa il tempo dell’attesa, della diagnosi, della cura.
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Il direttore generale dell’Azienda, Giorgio Santonocito, parla di un segno capace di toccare l’intera comunità : «Questo gesto rende felici non solo i catanesi devoti della Santa, ma tutti coloro che vengono in ospedale». Parole che restituiscono il senso di un’iniziativa pensata per andare oltre il simbolo religioso, abbracciando il bisogno universale di conforto.
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Per Antonio Presti, l’arte nei luoghi della sofferenza è un atto di responsabilità civile: «Trovare un’immagine di Sant’Agata in un ospedale è una carezza per il corpo e per l’anima». Una visione che da anni guida i suoi interventi di rigenerazione culturale, e che qui si traduce in un’opera capace di dialogare con il quotidiano dei pazienti e degli operatori sanitari.
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A sottolineare il valore simbolico della donazione è anche Stefano Scavuzzo, dell’Associazione Pagine di Sant’Agata: «La nostra missione è divulgare quanto più possibile il culto della Santa. Donare quest’opera in occasione della Giornata internazionale del malato è qualcosa di grande che ci riempie d’orgoglio».









