La diagnosi precoce del tumore al seno può salvare la vita. Individuare la malattia nella fase iniziale aumenta le possibilità di cura e consente di affrontare percorsi terapeutici meno complessi.
È il messaggio al centro del Mese internazionale della prevenzione del carcinoma mammario e della giornata organizzata per sabato 12 ottobre, alle 16:00, nella sede della Protezione civile di San Giovanni La Punta.
Un appuntamento nato per trasformare l’informazione in un’azione concreta e avvicinare i controlli a chi incontra difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie. Promossa dall’associazione Nutri-Menti, con la Protezione civile regionale e il Comune di San Giovanni La Punta, l’iniziativa unirà il confronto pubblico a un’attività clinica per volontarie e dipendenti della Protezione civile. Interverranno rappresentanti delle istituzioni ed esperti di salute e alimentazione. Il progetto è ideato da Lucrezia Dragonetto, presidente di Nutri-Menti; Alessandro Belvedere eseguirà cinquanta ecografie.
Con il dottore Belvedere, chirurgo d’urgenza ed ecografista, abbiamo approfondito il valore della diagnosi precoce e la necessità di portare la prevenzione fuori dagli ospedali, direttamente nei quartieri e nei Comuni.
Dottore Belvedere, perché la prevenzione del carcinoma mammario resta decisiva? «Scoprire una patologia neoplastica nella fase iniziale cambia il percorso della paziente. L’intervento può essere più semplice e le possibilità di superare la malattia sono elevate, anche grazie alle Breast Unit di Catania. Una diagnosi tardiva impone invece cure più difficili. La prevenzione salva la vita e riduce il costo umano, sociale ed economico della malattia».
Lei porta da anni l’ecografia nei quartieri. Quale bilancio può tracciare? «Il progetto giungerà alla quarta edizione e in tre anni abbiamo effettuato gratuitamente più di duemila ecografie “porta a porta” con un apparecchio portatile. L’obiettivo è avvicinare la buona sanità ai cittadini, raggiungendo anche i quartieri con maggiori fragilità economiche. Abbiamo individuato tumori e indirizzato tempestivamente le pazienti verso ulteriori accertamenti». Ecografia e mammografia hanno funzioni diverse? «Sono esami complementari. L’ecografia può essere eseguita anche nelle donne giovani ed è utile per studiare noduli e tessuti. Dopo i quarant’anni è fondamentale anche la mammografia, capace di rilevare microcalcificazioni che l’ecografia può non mostrare. I controlli vanno definiti con il medico in base all’età e ai fattori di rischio. Dai 50 ai 69 anni è disponibile lo screening mammografico gratuito».
Perché alcune donne continuano a rimandare? «La paura della diagnosi pesa molto. Alcune persone avvertono un nodulo, ma aspettano mesi o anni prima di rivolgersi al medico. Esistono anche imbarazzo e timore della visita. Se si nota un cambiamento, bisogna parlarne subito con il medico di famiglia. Rimandare non protegge dalla malattia: rischia soltanto di renderla più difficile da curare».
Qual è il valore della giornata del 12 ottobre a San Giovanni La Punta? «L’obiettivo è rendere la prevenzione accessibile e portarla concretamente nei luoghi frequentati dalle persone. Nella sede della Protezione civile, accanto all’incontro dedicato al carcinoma mammario e alla diagnosi precoce, effettuerò cinquanta ecografie riservate alle volontarie e alle dipendenti della struttura. Informazione, ascolto e controlli costituiscono parti dello stesso percorso: individuare tempestivamente un’eventuale patologia significa aumentare le possibilità di cura e, in molti casi, salvare una vita».
Dopo San Giovanni La Punta, la prevenzione raggiungerà anche Vizzini. Cosa può anticiparci? «Il 17 ottobre saremo a Vizzini per una nuova iniziativa dedicata alla prevenzione, organizzata con il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale e dell’assessore ai Servizi sociali, dottoressa Ramondetta. È una notizia importante perché conferma la volontà di portare gratuitamente visite ed ecografie anche nei Comuni e nelle aree in cui l’accesso agli esami può risultare più difficile. La prevenzione non deve dipendere dal luogo in cui si vive o dalle possibilità economiche: deve raggiungere tutti i cittadini».
L’invito conclusivo di Belvedere è diretto: «Quando arriva la lettera dell’Asp per la mammografia o per la ricerca del sangue occulto, non va buttata né dimenticata. Bisogna aderire: quella lettera può realmente salvare una vita». Un richiamo che riguarda l’intera cultura della prevenzione: sottoporsi agli esami raccomandati significa concedersi la possibilità di scoprire una malattia in tempo.
La giornata del 12 ottobre vuole ricordare che la prevenzione non riguarda soltanto chi presenta sintomi. I controlli servono a individuare alterazioni non ancora percepibili e devono essere inseriti in un percorso concordato con i medici. Alla tavola rotonda parteciperanno la biologa nutrizionista Simona Cantagallo e Carmelina Barbagallo, presenti all’evento.
Per informazioni sulla giornata del 3 ottobre è possibile contattare il numero 349 8751935.










