
Un semplice prelievo di sangue potrà contribuire alla diagnosi dell’Alzheimer anche nei pazienti più giovani. La Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato l’immissione in commercio di PrecivityAD2, il primo test di questo tipo indicato per adulti dai 40 anni che presentano segni o sintomi di deterioramento cognitivo.
L’esame non diagnostica autonomamente la malattia, ma aiuta gli specialisti a individuare la presenza di placche amiloidi nel cervello, uno dei principali indicatori biologici associati all’Alzheimer. Il risultato deve essere interpretato insieme alla storia clinica, ai test cognitivi e agli altri accertamenti prescritti dal medico.
PrecivityAD2 misura nel plasma due rapporti tra biomarcatori: beta-amiloide 42/40 e p-tau217/np-tau217. I dati vengono elaborati attraverso un algoritmo che produce un punteggio da 0 a 100, indicativo della probabilità di patologia amiloide.
Nello studio clinico condotto su 1.142 persone con sintomi di declino cognitivo, un risultato positivo ha mostrato un valore predittivo del 97,6%, mentre quello negativo ha raggiunto il 93,1%, rispetto agli esami di riferimento come PET amiloide e analisi del liquido cerebrospinale. I dati sono stati diffusi da C2N Diagnostics, azienda produttrice del test.
Il vantaggio principale è la possibilità di ridurre, nei casi appropriati, il ricorso a procedure più costose o invasive, come la PET cerebrale e la puntura lombare. L’esame potrà inoltre favorire diagnosi più tempestive, importanti soprattutto oggi che sono disponibili terapie rivolte alle fasi iniziali della malattia.
Occorre tuttavia evitare interpretazioni scorrette: il test non è destinato alla popolazione senza sintomi, non consente di prevedere con certezza chi svilupperà l’Alzheimer e non può essere acquistato o interpretato autonomamente. Deve essere richiesto da un professionista sanitario esperto nella valutazione dei disturbi cognitivi.
L’Alzheimer’s Association ha definito l’autorizzazione un nuovo passo verso strumenti diagnostici più accessibili, sottolineando che si tratta del primo test ematico autorizzato negli Stati Uniti per pazienti sintomatici a partire dai 40 anni. La versione approvata dalla FDA dovrebbe essere resa disponibile sul mercato statunitense entro la fine del 2026.
Il provvedimento riguarda gli Stati Uniti e non equivale automaticamente all’autorizzazione o alla disponibilità del test in Italia e nell’Unione europea.









