
Più posti, più aspiranti medici e una platea di oltre 62mila studenti pronta a giocarsi l’accesso attraverso il semestre aperto. Cambiano ancora i numeri di Medicina e cresce in maniera significativa la capacità formativa delle università italiane.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l’anno accademico 2026/2027: per Medicina e Chirurgia saranno 27.001, circa 3mila in più rispetto ai 24mila dell’anno precedente. Un incremento nell’ordine del 12,5% che conferma la strategia di progressivo ampliamento dell’accesso agli studi medici.
Considerando anche Odontoiatria e Veterinaria, i posti complessivamente disponibili diventano 30.225: 27.001 per Medicina, 1.825 per Odontoiatria e 1.399 per Veterinaria. Di questi, 23.495 sono negli atenei statali e 6.730 nelle università non statali. Rispetto allo scorso anno, l’intera offerta cresce di 3.160 unità.
Oltre 52mila aspiranti medici
A raccontare la dimensione della sfida sono però soprattutto le iscrizioni.
Sono 62.200 gli studenti che hanno scelto il semestre aperto: oltre 52.300 per Medicina e Chirurgia, 4.300 per Odontoiatria e 5.550 per Veterinaria.
Un dato racconta anche un altro cambiamento ormai evidente: la Medicina parla sempre più al femminile. Le studentesse rappresentano infatti il 72% degli iscritti, contro il 28% degli uomini.
Numeri che fotografano la fortissima attrattività delle professioni mediche, ma anche una competizione ancora importante: l'accesso iniziale è libero, mentre sarà il rendimento universitario a stabilire chi potrà proseguire il percorso.
Il semestre aperto non elimina la selezione, la sposta
Per il secondo anno consecutivo viene infatti confermato il modello del semestre aperto. Niente barriera all'ingresso del primo semestre: gli studenti potranno frequentare liberamente Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia, per un totale di 18 crediti.
La vera selezione arriva dopo.
Le lezioni inizieranno il 1° settembre. Il primo appello d’esame è fissato per il 10 dicembre 2026, il secondo per l’11 gennaio 2027. Sulla base dei risultati sarà poi costruita la graduatoria nazionale che determinerà l’immatricolazione definitiva. Quest'anno il Ministero ha inoltre allungato il periodo destinato alle lezioni e posticipato le prove. Ministero dell’Università e della Ricerca
La riforma, dunque, non cancella il numero programmato: cambia il momento nel quale avviene la selezione, permettendo agli aspiranti medici di misurarsi direttamente con gli insegnamenti universitari prima della graduatoria.
Oltre 11mila posti in più dal 2022
L’aumento deciso per il 2026/2027 si inserisce in un percorso più ampio. Secondo i dati del Ministero, dall’anno accademico 2022/2023 l’offerta formativa è cresciuta complessivamente di oltre 11mila posti.
Una scelta che punta ad allargare progressivamente la formazione dei futuri medici e che porta il sistema universitario verso la soglia dei 30mila posti a Medicina.
Adesso, però, comincia la partita più importante. Dal primo settembre decine di migliaia di ragazzi entreranno nelle aule universitarie.
Per loro non ci sarà più un unico test a decidere tutto all’ingresso: saranno mesi di lezioni, esami e risultati a determinare chi potrà continuare a indossare, un giorno, il camice bianco.









