
La prevenzione esce sempre di più dagli ambulatori per entrare nei luoghi di lavoro e raggiungere le persone nella loro quotidianità.
È in questa direzione che si inserisce il nuovo Protocollo d’intesa sottoscritto dall’Asp di Catania e dalla Direzione provinciale dell’Inps, che mette in rete due protagonisti del welfare pubblico per ampliare l’accesso a screening, vaccinazioni e programmi di promozione della salute.
L’accordo è stato firmato nei giorni scorsi nella sede della Direzione Generale dell’Azienda sanitaria etnea dal direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, e dal direttore provinciale dell’Inps di Catania, Peppino Fabio Segreto.
Un’intesa che non rimane sulla carta, ma individua una serie di azioni concrete rivolte innanzitutto ai dipendenti dell’Inps e ai loro familiari, con una ricaduta più ampia sulla collettività. Il programma comprende campagne di screening, iniziative vaccinali, attività di informazione ed educazione alla salute e interventi mirati alla riduzione dei principali fattori di rischio.
Il Protocollo porta così anche all’interno della pubblica amministrazione il modello di collaborazione territoriale sul quale l’Asp di Catania sta puntando per rafforzare le politiche di prevenzione, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni datoriali e soggetti che, a diverso titolo, possono contribuire a rendere la tutela della salute più accessibile e capillare.
A rendere particolarmente significativo l’accordo è anche la natura delle due istituzioni coinvolte. Da una parte il Servizio sanitario nazionale, dall’altra l’Inps: competenze differenti ma complementari, che incrociano quotidianamente salute, lavoro, fragilità e protezione sociale.
Alla firma erano presenti anche, per l’Inps, il dirigente vicario della Direzione provinciale Dorotea Grasso e il dirigente responsabile ad interim dell’Ufficio Medico-Legale Diego Burzomati; per l’Asp di Catania, il direttore del Dipartimento di Prevenzione Antonio Leonardi.
L’obiettivo condiviso è adesso trasformare il Protocollo in una collaborazione stabile, capace di avvicinare concretamente le opportunità di prevenzione alle persone.
Screening, vaccinazioni e corretti stili di vita diventano così parte di un percorso comune nel quale salute e protezione sociale possono dialogare, intercettando prima i bisogni e rafforzando una cultura della prevenzione che riguarda non soltanto il singolo lavoratore, ma la sua famiglia e l’intera comunità.









