
La procedura mini-invasiva, tra le prime realizzate nel Sud Italia, è stata eseguita su un giovane di 22 anni affetto da una grave dismetria congenita dell'arto inferiore. Utilizzati chiodi endomidollari magnetici che consentono un allungamento progressivo dell'osso senza ricorrere a fissatori esterni.
Un nuovo traguardo per l'ortopedia siciliana arriva dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico "G. Rodolico – San Marco" di Catania, dove è stato eseguito per la prima volta un intervento di allungamento simultaneo di femore e tibia, una procedura altamente innovativa che rappresenta uno dei primi casi realizzati nel Sud Italia.
L'intervento è stato effettuato dall'équipe dell'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del presidio San Marco, diretta dal professor Giulio Bruno, con la collaborazione dell'ortopedico Emanuele Marchese e degli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell'Università degli Studi di Catania, diretta dal professor Vito Pavone.
La tecnica è stata applicata a un giovane paziente di 22 anni affetto da una dismetria congenita dell'arto inferiore destro, caratterizzata da una differenza di circa sei centimetri rispetto alla gamba sinistra.
L'innovazione della procedura risiede nell'impiego di chiodi endomidollari magnetici, dispositivi impiantati all'interno del femore e della tibia che permettono un allungamento graduale, preciso e controllato dell'osso attraverso un sistema di attivazione esterno. Una soluzione mini-invasiva che consente di ridurre l'aggressività chirurgica, limitare il trauma per il paziente e favorire un recupero funzionale più rapido.
Si tratta di un importante passo avanti rispetto alle metodiche tradizionali. Fino a oggi, infatti, interventi di questo tipo richiedevano generalmente due procedure chirurgiche distinte e l'utilizzo di fissatori esterni circolari, strumenti spesso associati a maggior disagio fisico e psicologico, oltre a tempi di riabilitazione più lunghi.
«Il costante impegno dei nostri professionisti nell'adozione delle più moderne tecniche chirurgiche e nell'offerta di percorsi di cura altamente specialistici ci spinge a proseguire sulla strada intrapresa – sottolinea il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico "G. Rodolico – San Marco", Giorgio Giulio Santonocito –. Continueremo a sostenere percorsi di eccellenza che rafforzano il ruolo della nostra Azienda quale punto di riferimento per la sanità siciliana e del Mezzogiorno».
L'intervento si è concluso con successo e il paziente è stato dimesso in buone condizioni cliniche, facendo già rientro al proprio domicilio. Il percorso terapeutico proseguirà nelle prossime settimane con l'attivazione progressiva dei chiodi magnetici, che consentiranno di recuperare gradualmente i sei centimetri di differenza tra i due arti.
L'intero trattamento sarà accompagnato da controlli clinici e radiografici periodici, indispensabili per monitorare l'evoluzione dell'allungamento osseo e garantire il corretto consolidamento dell'arto, confermando l'efficacia di una tecnica destinata ad ampliare le prospettive di cura per i pazienti affetti da complesse deformità degli arti inferiori.









