
Il gesto di straordinaria generosità compiuto dalla famiglia ha reso possibile l’avvio del percorso di donazione, offrendo una concreta speranza di cura e di recupero della vista a pazienti in attesa di trapianto. Un segnale importante che testimonia il progressivo consolidamento della rete donazione-trapianti dell’Asp di Catania e la crescente sensibilità del territorio verso la cultura della donazione.
Le attività sono state realizzate in sinergia con il Centro Regionale Trapianti, nell’ambito del sistema regionale dedicato alla donazione e ai trapianti.
«Ogni donazione rappresenta un atto di grande altruismo e responsabilità civile, capace di offrire nuove possibilità di vita e di cura ad altri pazienti – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio –. Cresce la rete e cresce anche una sensibilità sempre più diffusa verso la donazione, grazie all’impegno quotidiano dei professionisti coinvolti nei percorsi assistenziali. A loro, così come alla famiglia del donatore, va il nostro più sincero sentimento di gratitudine».
Il percorso di donazione è stato coordinato dall’UOC di Anestesia e Rianimazione, diretta da Fabio Interlandi, mentre il prelievo è stato eseguito dall’équipe dell’UOC di Oculistica guidata da Salvatore Sileci, in raccordo con la Direzione medica di presidio diretta da Salvatore Bonfante.
«La gestione dei percorsi di donazione richiede competenze cliniche e organizzative sempre più strutturate, oltre a una forte integrazione multidisciplinare all’interno della rete aziendale – ha aggiunto il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Giovanni Francesco Di Fede –. Rafforzare queste capacità significa rendere il sistema donazione-trapianti sempre più efficace, uniforme e in grado di garantire elevati standard di qualità assistenziale».
Il rafforzamento della rete donazione-trapianti nel territorio calatino passa anche attraverso l’esperienza dell’Hospice di Caltagirone, diretto da Dora Mazzarino, struttura nella quale ogni anno vengono effettuati prelievi di cornee grazie a percorsi assistenziali fondati sulla presa in carico globale della persona, sull’umanizzazione delle cure e sul rispetto della volontà di donazione.
Un’attività di grande valore clinico, umano ed etico, che trasforma il fine vita in un’opportunità di speranza e di cura per altri pazienti, nel pieno rispetto della dignità della persona e delle famiglie coinvolte.
A supporto della rete regionale opera inoltre, presso l’Ospedale di Caltagirone, il Centro di conservazione per tessuti oculari d’urgenza, nato dalla collaborazione tra l’Asp di Catania e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS, oggi punto di riferimento regionale per la gestione dei tessuti oculari destinati ai trapianti urgenti.









