
Un passo concreto verso un sistema più efficiente e coordinato nella gestione dei pazienti psichiatrici autori di reato. È stato sottoscritto presso la Presidenza del Tribunale di Catania un nuovo Protocollo operativo che punta a rafforzare l’integrazione tra Autorità giudiziaria e sistema sanitario, con l’obiettivo di rendere più tempestivi, appropriati ed efficaci i percorsi di presa in carico.
Il documento introduce un modello strutturato di collaborazione interistituzionale, fondato su una più stretta connessione tra esigenze di cura e sicurezza. Un approccio che mira non solo a migliorare la qualità delle decisioni giudiziarie, ma anche a garantire interventi terapeutici personalizzati e realmente aderenti ai bisogni dei pazienti.
A siglare il Protocollo sono stati il presidente del Tribunale di Catania, Mariano Sciacca; il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Luca Rossomandi; il procuratore capo Francesco Curcio; il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, Antonino Guido Distefano; il presidente della Camera Penale “Serafino Famà”, Tommaso Tamburino; il direttore dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna, Maria Pia Fontana; il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio; il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Carmelo Florio; e il presidente di Aceres, Alessandro Russo.
All’incontro erano presenti anche rappresentanti del sistema giudiziario e sanitario, tra cui Enza De Pasquale, presidente della Sezione Penale del Tribunale; Roberto Ortoleva, direttore UOC Coordinamento e Controllo CTA pubbliche e private; Mirella Viscuso, consulente legale Aceres; e Grazia Sinatra, dirigente psichiatra dell’UOC Psichiatria Penitenziaria e Forense dell’Asp.
Il ruolo chiave del Punto Unico Regionale
Elemento cardine del Protocollo è l’istituzione del Punto Unico Regionale (PUR), incardinato presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Catania. Il PUR avrà il compito di coordinare i percorsi assistenziali, facilitare la circolazione delle informazioni e supportare l’Autorità giudiziaria nelle decisioni, contribuendo a ridurre frammentazioni e ritardi.
Le azioni previste
Il Protocollo prevede una serie di interventi concreti:
- il rafforzamento della rete interistituzionale per garantire maggiore tempestività ed efficacia;
- la definizione di percorsi terapeutico-riabilitativi individualizzati (PTRI), con attenzione all’appropriatezza degli inserimenti tra REMS e comunità terapeutiche;
- un migliore raccordo tra periti, consulenti tecnici e servizi psichiatrici territoriali;
- l’attivazione di canali strutturati per la condivisione delle informazioni;
- la promozione di attività di formazione congiunta tra operatori sanitari e giudiziari.
Un modello pilota per la Sicilia
Il Protocollo recepisce le più recenti indicazioni normative nazionali e, attraverso il PUR, sarà trasmesso all’Assessorato regionale alla Salute come modello pilota, con l’obiettivo di una possibile estensione su scala regionale.
Un’iniziativa che segna un cambio di passo nella gestione di una materia complessa, dove si intrecciano tutela della salute, sicurezza pubblica e inclusione sociale. Un terreno delicato che richiede risposte coordinate e competenze integrate, e che oggi a Catania trova un nuovo punto di equilibrio tra giustizia e cura.









