L’infezione da Papillomavirus umano (HPV) rappresenta oggi una delle principali sfide della sanità pubblica. Per approfondire il tema, abbiamo incontrato il dottor Gabriele Giorgianni, epidemiologo dell’Asp di Catania, impegnato in prima linea nelle attività di prevenzione e sensibilizzazione. L’HPV è un virus estremamente diffuso, trasmesso prevalentemente per via sessuale, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente.
Tuttavia, in una percentuale più ridotta può evolvere in lesioni precancerose e tumorali, coinvolgendo non solo la sfera genitale ma anche il distretto testa-collo. Da qui l’importanza di strumenti efficaci di prevenzione, primo fra tutti il vaccino, oggi disponibile gratuitamente per i più giovani.
Qual è la situazione attuale dell’HPV in Italia e in Sicilia? «L’HPV è molto diffuso e ogni anno provoca migliaia di nuovi casi di tumori correlati, con un impatto significativo anche in termini di mortalità. In Sicilia, come nel resto del Paese, la situazione richiede attenzione costante e interventi mirati di prevenzione».
Le coperture vaccinali sono adeguate? «Purtroppo no. Il vaccino è rivolto soprattutto agli adolescenti, a partire dagli 11 anni, perché è più efficace se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale. Tuttavia, le coperture sono ancora basse, anche a causa della pandemia che ha rallentato le campagne vaccinali e aumentato la diffidenza».
La vaccinazione è utile anche in età adulta? «Sì, la vaccinazione contro l’HPV può essere effettuata anche in età adulta ed è assolutamente sicura. È importante chiarire che, anche se una persona è già stata esposta al virus, il vaccino può comunque offrire una protezione nei confronti dei ceppi di HPV con cui non è ancora entrata in contatto. Negli adulti, infatti, è più probabile aver già avuto un’esposizione al virus, motivo per cui l’efficacia complessiva può risultare inferiore rispetto a quella nei più giovani, che non hanno ancora iniziato l’attività sessuale. Tuttavia, il vaccino mantiene un ruolo importante perché contribuisce a ridurre il rischio di nuove infezioni e, di conseguenza, lo sviluppo di lesioni precancerose o tumorali».
Spesso si pensa sia un vaccino solo per le donne, ma non è così? «Assolutamente no. L’HPV riguarda sia uomini che donne e può causare tumori del collo dell’utero, ma anche del pene, dell’ano e del distretto testa-collo. È quindi importante che anche i ragazzi si vaccinino».
Quali iniziative state portando avanti sul territorio? «Abbiamo avviato il progetto “Stop HPV”, che prevede attività nelle scuole, dove la prevenzione è più efficace. Stiamo inoltre attivando chiamate dirette per invitare gli adolescenti non vaccinati e organizzando open day e campagne informative, anche sui social».
Quanto è importante il ruolo delle famiglie? «È fondamentale. I genitori devono essere consapevoli che esiste un vaccino in grado di prevenire alcuni tumori. È un’opportunità concreta che non dovrebbe essere sottovalutata».
Un messaggio finale per i cittadini? «Abbiamo a disposizione uno strumento sicuro ed efficace contro il cancro. Non sfruttarlo sarebbe un errore. È importante superare paure e disinformazione e aderire alle campagne vaccinali».
La prevenzione si conferma l’arma più efficace. Informazione corretta, accesso ai servizi e collaborazione tra istituzioni, scuole e famiglie restano i pilastri per contrastare la diffusione dell’HPV e ridurre il rischio di tumori correlati.










