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I tatuaggi e il rischio di linfoma maligno: un legame inquietante

2025-01-02 05:00

Redazione

Notizie, Ricerca e Innovazione,

I tatuaggi e il rischio di linfoma maligno: un legame inquietante

Conoscere i rischi associati ai tatuaggi ed informarsi sui materiali usati è fondamentale per prendere decisioni consapevoli e tutelare la propria salute.

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Uno studio recente rivela che i tatuaggi potrebbero aumentare il rischio di sviluppare un linfoma maligno. L'inchiostro utilizzato contiene sostanze chimiche cancerogene che potrebbero contribuire all'insorgenza di questo tumore del sistema linfatico.

L'allarme dagli studiosi della Lund University

Un gruppo di ricercatori della Lund University in Svezia ha condotto uno studio approfondito per esaminare il possibile legame tra i tatuaggi e il linfoma maligno. La loro analisi ha rilevato che le persone tatuate hanno una probabilità del 21% più alta di sviluppare questo tipo di tumore rispetto a chi non ha tatuaggi.

 

Le sostanze chimiche sotto accusa

Gli inchiostri per tatuaggi contengono diverse sostanze chimiche potenzialmente pericolose, tra cui:

Ammine aromatiche primarie

Idrocarburi policiclici aromatici

Metalli tossici come arsenico, cromo, cobalto, piombo e nichel

Molte di queste sostanze sono classificate come cancerogene dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). I ricercatori sospettano che l'aumento dei casi di linfoma maligno registrato negli ultimi anni possa essere in parte attribuito alla crescente diffusione dei tatuaggi.

Come l'inchiostro interagisce con il sistema linfatico

Durante il processo di tatuaggio, l'inchiostro viene iniettato nel derma, superando la barriera cutanea. Questo innesca una risposta immunologica, con la traslocazione dell'inchiostro verso i linfonodi. Secondo i ricercatori:

Il 32% del pigmento iniettato viene traslocato ai linfonodi entro sei settimane.

Con il tempo, fino al 99% del pigmento può essere traslocato.

I linfonodi, essendo sensibili alle sostanze chimiche cancerogene, diventano bersagli potenziali. Questa esposizione prolungata può contribuire alla patogenesi del linfoma maligno.

Lo studio epidemiologico

L'indagine ha coinvolto casi di linfoma maligno diagnosticati in Svezia tra il 2007 e il 2017. Il campione includeva:

769 uomini e 623 donne con linfoma maligno

2.219 uomini e 1.960 donne senza la condizione, utilizzati come controlli

Ai partecipanti è stato chiesto se avessero tatuaggi. Tra i casi analizzati:

Il 21% delle persone con linfoma maligno aveva tatuaggi.

Nel gruppo di controllo, il 18% aveva tatuaggi.

 

Il fattore tempo

Lo studio ha evidenziato che:

Il rischio è 81% più alto per le persone che hanno fatto il loro primo tatuaggio meno di due anni prima.

Dopo due anni, il rischio diminuisce gradualmente fino al decimo anno, per poi aumentare nuovamente dopo undici anni.

Tipologie di linfoma più frequenti

Il linfoma è un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico, parte fondamentale del sistema immunitario. Si sviluppa a partire dai linfociti, un tipo di globuli bianchi presenti nei linfonodi, nella milza, nel midollo osseo e in altre parti del corpo.

 

La prognosi del linfoma dipende da diversi fattori, tra cui il tipo specifico di linfoma, lo stadio della malattia al momento della diagnosi, l'età del paziente e le sue condizioni generali di salute.

 

In molti casi, grazie ai progressi nella ricerca e nei trattamenti, il linfoma può essere trattato con successo, ma è fondamentale una diagnosi precoce e un approccio terapeutico personalizzato.

 

Può essere suddiviso in due categorie principali: linfoma di Hodgkin e linfoma non-Hodgkin, ciascuna con caratteristiche e sottotipi specifici.

 

I sottotipi di linfoma osservati includono:

Linfoma diffuso a grandi cellule B (28%)

Linfoma di Hodgkin (21%)

Linfoma follicolare (18%)

 

L'età media dei pazienti variava tra 51 e 57 anni, con un'eccezione per il linfoma di Hodgkin, che colpiva in media persone di 36 anni.

 

Le conclusioni e le implicazioni future

“I risultati del nostro studio suggeriscono che le persone tatuate hanno un rischio del 21% più alto di sviluppare un linfoma rispetto a chi non ha tatuaggi,” hanno affermato i ricercatori. L'urgenza di ulteriori ricerche è chiara per comprendere meglio i meccanismi alla base di questo rischio e valutare gli effetti a lungo termine dei tatuaggi sulla salute.

 

Cosa possiamo fare?

  • Informarsi sui materiali usati nei tatuaggi.
  • Optare per inchiostri certificati e regolamentati.
  • Monitorare eventuali reazioni o cambiamenti nei linfonodi.

 

Conoscere i rischi associati ai tatuaggi è fondamentale per prendere decisioni consapevoli e tutelare la propria salute.

 

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Elisa Petrillo

Sudsalute è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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